Veltroni è tornato ... Berlusconi gioisce Stampa E-mail
L'orto di casa nostra
Scritto da francoragusa.it   
Domenica 19 Settembre 2010 18:01
Sarà una coincidenza, ma le iniziative di Veltroni sembrano fatte apposta per ridare fiato a Berlusconi nei momenti di difficoltà di rapporti con gli altri leader del centrodestra.
Era la fine del 2007 quando Veltroni, Prodi Presidente del Consiglio ... Io la ricordo così
 
La Veltroneide elettorale
Di fronte alle continue sortite dell'entourage veltroniano su legge elettorale e riforme istituzionali, a molti sarà venuto alla mente un noto spot pubblicitario: Walter Veltroni un giorno sì e un giorno ... sì.
Diversamente dallo spot pubblicitario, però, il Veltroni quotidiano stava avendo l’effetto di lasciare con il palato amaro. Non a tutti, è vero. Ma anche in quel caso ci si trovava di fronte ad un'anomalia, se così è possibile definire la circostanza che vedeva tutti gli alleati di governo contrariati e il maggior partito di opposizione (che "un giorno sì e un giorno ... sì" le provava tutte pur di far cadere il Governo Prodi) favorevolmente disposto di fronte alle "diverse" soluzioni elettorali provenienti da Veltroni.
Un giorno il Vassallum, il giorno dopo la Bozza Bianco, il giorno dopo ancora, invece, diritti verso il doppio turno francese e, per l'elezione diretta del capo del governo, vediamo come butta; per poi ricominciare dall'inizio con la minaccia del referendum elettorale.
Una sorta di giro dell'oca in grado di procurare solo divisioni all'interno del centrosinistra e che, a seconda della casella occupata, qualche volta accontentava Fini, quasi sempre Berlusconi.
In un momento nel quale il centrodestra sembrava stesse per disciogliersi come neve al sole, lacerato dai primi conflitti di leadership, grazie al dialogo a due sulla legge elettorale Berlusconi cominciò a giocare al gatto con il topo con l’americano de Roma.
Nel giro di un mese e mezzo la situazione mutò completamente, con Berlusconi e Fini più uniti che mai ed il centrosinistra costretto alla crisi di Governo dal voto contrario dei "moderati" Mastella e Dini.


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