Violenza di Regime, violenza di piazza ... e i soliti svizzeri Stampa E-mail
L'orto di casa nostra
Scritto da francoragusa.it   
Mercoledì 15 Dicembre 2010 12:42
Ieri non sono andato in piazza a manifestare, perché sapevo benissimo del teatrino parlamentare che non avrebbe in ogni caso risolto i problemi veri del paese.
Sapevo anche bene, però, cosa sarebbe successo in piazza. Non perché goda di informazioni riservate, ma semplicemente perché tutti sapevamo cosa sarebbe inevitabilmente successo di fronte al pre-potere di chi sa usare le cosiddette regole di convivenza per vietare, manganellare e reprimere chi paga le conseguenze di scelte scellerate, ma al tempo stesso lui Sì, soltanto lui, può permettersi di calpestarle impunemente tutti i giorni. Un giorno con la compravendita di parlamentari, un giorno contro i giudici, un giorno contro l'informazione, un altro giorno contro la Costituzione, un altro giorno ancora contro la bandiera, "buona sola per pulirsi il culo", il tutto spesso condito da minacce neanche troppo velate di fucili pronti ad essere impugnati (sì, per queste ultime cose mi riferisco alla violenza impunita espressa a piene mani dal partito del Ministro degli Interni Maroni).

Basta, quindi, con l'ipocrisia e la favoletta dei manifestanti buoni e i manifestanti cattivi.
Le immagini che abbiamo visto parlano sin troppo chiaramente.
Perché non chiedersi, anche, come e perché quando ci sono questi scontri non si fa mai il vuoto intorno ai manifestanti cosiddetti cattivi da parte dei manifestanti buoni, costituendo quest'ultimi, anzi, un ostacolo alle cariche repressive?
E spieghiamo, anche: come e perché non ci dovrebbe essere qualcuno che, di fronte al potere che sa solo vietare e reprimere con violenza, non dovrebbe resistere?
Spieghiamolo, perché le immagini di ieri parlano da sole.
Gli scontri sono nati in piazza per il comportamento repressivo dei tutori del "potere che tutto può". Un vero e proprio esercito in assetto di guerra di fronte al quale la violenza espressa dall'altra parte, opinione da cittadino che, ripeto, ieri era in pantofole ad assistere alla farsa consumata in Parlamento, rimane ben poca cosa.
Franco Ragusa


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