| I ricatti di Marchionne e la politica, se ancora c'è, batta un colpo |
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| Grandi Temi |
| Scritto da francoragusa.it |
| Giovedì 30 Dicembre 2010 19:10 |
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Di fronte al contratto capestro che i lavoratori della Fiat saranno costretti a sottoscrivere, pena la perdita del posto di lavoro, la domanda sorge spontanea: "Ma il ruolo della politica, qual è?"
Fotografare il presente senza regole e limitarsi a dire "sì a Marchionne, a qualunque condizione, altrimenti l'investimento va altrove", oppure c'è la possibilità di interrompere questo continuo rincorrere peggiori condizioni di vita pur di vendere un auto in più?Forse, se cominciassimo a dire a Marchionne e a tutte le multinazionali che per vendere merci in Italia queste debbono essere prodotte, in Italia o all'estero che sia, rispettando la dignità e i diritti dei lavoratori, forse, dico forse, una via d'uscita diversa potrebbe essere possibile. Ma al di là dei "forse", è il caso di ricordare nuovamente, a noi stessi e alla politica, di cosa si sta parlando con gli accordi-ricatto di Pomigliano e Mirafiore - Pause di soli 10 minuti: questo il tempo a disposizione per il recupero psico-fisico. Parliamoci chiaro, questo è il tempo sì e no appena sufficiente per andare al bagno. - Pausa mensa a fine turno: di fatto orario continuato, sempre per operai che lavorano in catena di montaggio. Quello che quindi era un momento di riposo necessario all'interno della giornata lavorativa, non solo per reintegrare il fisico, ma anche la mente, viene di fatto privato di ogni sua utilità. Ma non è finita qui. Potrebbe infatti essere richiesta mezz'ora di straordinario che cadrebbe nel periodo di pausa a fine turno, con conseguente allungamento dell'orario continuato di lavoro. - Turni anche di 10 ore: pensando sempre alla catena di montaggio, la cosa si commenta da sola. E se poi ci sarà qualche assenza considerata di troppo dall'azienda, ma ampiamente dovuta all'evidente peggioramento dello stress da sovra-lavoro (e anche per quanto visto sopra si può già parlare di sovra-lavoro), ci sarà ancora qualcuno che continuerà a chiamarlo assenteismo e a giustificare la Fiat che si rifiuterà di pagare i primi 3 giorni di assenza? - Turni a rotazione, con orari d'inizio e fine lavoro che cambiano tutti i giorni (06.00-14.00 - 14.00-22.00 - 22.00-06.00), sabati e domeniche comprese con turni straordinari obbligatori che crescono a dismisura. Ma qualcuno ha provato ad immaginare cosa potrebbe divenire la propria vita con simili orari accompagnati, per di più, da stipendi da fame? Quale organizzazione familiare diventa possibile? Che ne sarà delle relazioni familiari? - Al tutto ci aggiungiamo l'esclusione dell'agibilità sindacale alle organizzazioni che rifiutano di firmare simili accordi; nonché la soppressione, con la sottoscrizione per via contrattuale della "Clausola di responsabilità", del diritto di sciopero. Al riguardo, infatti, la clausola di responsabilità si applica anche ai singoli lavoratori in termini di attivazione delle azioni disciplinari che possono condurre al licenziamento. E dopo che uno conduce una vita simile, dai salottini alti della politica ci sarà ancora qualcuno con la faccia tosta pronto a chiedersi e a chiedere: "come si fa a non capire che Berlusconi racconta solo balle?" Gli altri, invece ... Franco Ragusa Add this page to your favorite Social Bookmarking websites |


Fotografare il presente senza regole e limitarsi a dire "sì a Marchionne, a qualunque condizione, altrimenti l'investimento va altrove", oppure c'è la possibilità di interrompere questo continuo rincorrere peggiori condizioni di vita pur di vendere un auto in più?
