Un po' di pensieri a ruota libera sulla questione del debito pubblico italiano e non solo. Stampa E-mail
Grandi Temi
Scritto da francoragusa.it   
Domenica 06 Novembre 2011 01:49
Negli anni del pentapartito il debito pubblico italiano non è cresciuto a dismisura per finanziare uno stato sociale che non è mai stato degno di questo nome, bensì per pagare gli alti interessi dei titoli di Stato. Ai tempi del prelievo notturno di Amato, al netto degli interessi l'avanzo primario era... positivo. Se la classe politica passata va quindi condannata, non è certo perché ha avuto le maniche larghe, bensì perché ha consentito che si perpetrasse una rapina sulla maggioranza degli italiani che non intascavano i ricchi interessi pagati dal "debito pubblico" italiano.
Nessuno ci ha mai regalato qualcosa per il quale dovremmo sentirci debitori.
 
La questione del debito è un po' più complessa del semplice dire: ti sei indebitato ed ora è giusto che paghi.
Il problema è che oggi c'è chi può dirottare enormi masse di denaro, una speculazione finanziaria in grado di agire facilmente sulla necessità di rinnovare il debito.
Immaginiamo una banca che da un momento all'altro ti toglie il fido e t'impone, per rinnovarlo, l'aumento del tasso d'interesse. Un serpente che si morde la coda, in quanto l'aumento del debito ti sottrae risorse per lo sviluppo e determina l'ulteriore necessità di rinnovare il debito a condizioni via via meno vantaggiose.
Smetti di spendere su tutto, ma il debito aumenta lo stesso perché si viene divorati dagli interessi.
Come fermare questa spirale?
Continuando con un'assurda inerzia politica che affida ai mercati, o meglio, alla speculazione di chi fa i soldi muovendo i soldi, questo potere di vita o di morte su intere nazioni, oppure c'è da rimettere qualcosa in riga?


Add this page to your favorite Social Bookmarking websites